Il flow chart: uno strumento logico da riscoprire
Nel percorso scolastico, alcuni strumenti fondamentali rischiano di essere trascurati o affrontati troppo superficialmente.
Uno di questi è il flow chart (diagramma di flusso): una rappresentazione grafica che permette di visualizzare sequenze logiche e processi decisionali. È previsto nei programmi di matematica della scuola primaria, ma alcuni studenti arrivano alla scuola secondaria senza averne una reale familiarità.
Questa mancanza non è una colpa né un limite, ma un’opportunità: il flow chart è uno strumento versatile che può essere introdotto o recuperato facilmente, offrendo vantaggi immediati e duraturi. Nel team del Metodo Nicosia, grazie al contributo decisivo del prof. Gianluigi Boccalon, docente di matematica, abbiamo sviluppato un approccio che integra i flow chart in modo semplice e intuitivo, rendendoli accessibili anche agli studenti che non li hanno mai incontrati prima.
Utilizzare i flow chart in classe significa offrire agli studenti:
- una struttura logica chiara per affrontare regole grammaticali, problemi matematici, esperimenti scientifici;
- un ponte verso il pensiero computazionale, utile per comprendere algoritmi, pseudocodice e linguaggi di programmazione;
- un supporto visivo per lo studio autonomo, che prepara alla costruzione di mappe concettuali e schemi di sintesi;
- uno strumento trasversale che favorisce il ragionamento sequenziale, la presa di decisioni e la comprensione dei processi.
Per i docenti, il flow chart può diventare un alleato didattico in molte discipline, soprattutto quando si lavora su strutture logiche tipo if–then–else, presenti in grammatica, matematica, scienze e tecnologia.
Cos’è un flow chart?
Un flow chart (diagramma di flusso) è una rappresentazione grafica di un processo logico. Usa forme geometriche (come rettangoli, rombi e frecce) per mostrare passaggi sequenziali e decisioni. È uno strumento semplice ma potente per visualizzare il ragionamento, soprattutto quando si devono seguire regole, scegliere tra alternative o descrivere un procedimento.
Esempio base: “Preparare una merenda”
Immaginiamo di voler spiegare a un bambino come prepararsi una merenda. Il flow chart potrebbe iniziare con:
Inizio
- “Hai fame?” → (rombo: decisione)
- Se sì → “Apri il frigo”
Se no → “Fine” - “C’è qualcosa che ti piace?” → (rombo)
- Se sì → “Prendi il cibo”
- Se no → “Chiedi a un adulto”
- “Mangia”
Fine
Questo tipo di schema aiuta a visualizzare le scelte, a capire che ogni decisione porta a un’azione diversa, e che il processo ha un inizio e una fine.
Strutture logiche: if–then–else
I flow chart si basano su strutture logiche molto comuni:
- If (se succede qualcosa)
- Then (allora fai questo)
- Else (altrimenti fai quest’altro)
Queste strutture sono presenti in:
- regole grammaticali (“Se il soggetto è he/she/it, allora aggiungi -s / -es / -ies al verbo”)
- problemi matematici (“Se il numero è pari, allora dividi per 2”)
- esperimenti scientifici (“Se la temperatura aumenta, allora osserva il cambiamento”)
Le forme del flow chart e il loro significato
Un flow chart è composto da forme geometriche, ognuna con un significato preciso. Queste forme sono collegate da frecce, che indicano il flusso del ragionamento o dell’azione. Vediamole una per una:
1. Ovale – Inizio / Fine
- Serve ad indicare il punto di partenza o di arrivo del processo.
- All’interno si scrive “Inizio” o “Fine”.
2. Rettangolo – Azione / Operazione
- Rappresenta un’azione da compiere, come “Apri il libro” o “Scrivi la risposta”.
- È il blocco più comune: ogni passaggio operativo va in un rettangolo.
3. Rombo – Decisione
- Indica un punto in cui bisogna fare una scelta.
- Contiene una domanda, come “Il numero è pari?”
o “Hai fame?” - Ha una freccia in entrata e due in uscita, che portano a percorsi diversi (es. “Sì” e “No”).
4. Parallelogramma – Input / Output
- Usato per rappresentare un’informazione che entra o esce dal sistema.
- Esempi: “Inserisci il numero”, “Mostra il risultato”.
➡️ Le frecce
- Le frecce collegano le forme e indicano la direzione del flusso logico.
- Si leggono dall’alto verso il basso o da sinistra a destra.
- Dopo una decisione (rombo), ogni freccia deve essere etichettata (es. “Sì” / “No”) per chiarire il percorso.
Flow chart in azione: il numero è pari o dispari?
Obiettivo
Passaggi del flow chart
Struttura logica
Questa sequenza si basa su una struttura if–then–else:
- If il numero ha resto zero → Then è pari
- Else → è dispari.
L’esempio del numero pari o dispari è semplice, ma racchiude qualcosa di molto potente: mostra come un flow chart possa rendere visibile il ragionamento.
E questo è il punto: usare i diagrammi di flusso non è solo una tecnica, è un modo per insegnare a pensare.
Una carenza che si trasforma in lacuna: perché servono più strumenti logici
Sebbene strumenti come i flow chart siano previsti nei programmi della scuola primaria, nella pratica didattica italiana il loro utilizzo è spesso sporadico. Secondo l’OCSE, l’Italia presenta una debole integrazione delle competenze digitali e logico-computazionali nella scuola dell’obbligo, con un ritardo rispetto alla media europea nell’adozione di metodologie didattiche innovative.
Anche l’INDIRE sottolinea che il pensiero computazionale è un ambito in cui la scuola italiana ha bisogno di maggiore supporto, sia in termini di formazione dei docenti che di continuità didattica. Il progetto nazionale sul pensiero computazionale, promosso con fondi europei, evidenzia che l’introduzione di strumenti come il coding e i diagrammi di flusso è ancora in fase sperimentale e non strutturata.
Il Piano Nazionale Scuola Digitale, attraverso l’Azione #17, ha coinvolto oltre 300.000 studenti nella scuola primaria per introdurre il pensiero computazionale, ma i dati mostrano che l’adozione sistematica di questi strumenti è ancora lontana dall’essere raggiunta.
Le conseguenze a lungo termine
Questa carenza si traduce in:
- difficoltà nel problem solving in matematica e scienze;
- confusione nell’applicazione di regole grammaticali, che spesso seguono logiche condizionali;
- scarsa autonomia nello studio, per mancanza di strumenti visivi e decisionali;
- ritardi nell’apprendimento del coding, che si basa su strutture logiche come if–then–else.
Il potenziale interdisciplinare del flow chart
- in matematica, per rappresentare algoritmi e strategie risolutive;
- in scienze, per descrivere processi e fasi sperimentali;
- in grammatica, per visualizzare regole e strutture linguistiche;
- in tecnologia, per introdurre il pensiero computazionale;
- nello studio autonomo, come ponte verso mappe concettuali e schemi logici.
Introdurre questi strumenti fin dalla primaria significa educare al ragionamento, non solo alla memorizzazione. Significa dare agli studenti strumenti per pensare, non solo per ricordare.
Insegnare a pensare, non solo a ricordare
Molti ragazzi arrivano alla scuola secondaria senza aver mai potuto sfruttare al meglio un diagramma di flusso. Ma non è mai troppo tardi per cominciare — e non è mai troppo presto per farlo bene.
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