Come superare deficit sensoriali e cognitivi con il Metodo Nicosia

L'inclusività non è un principio astratto. È una sfida concreta che si affronta ogni giorno, studente per studente.

Questo articolo racconta l'esperienza di Michela, docente di scuola secondaria, che ha adattato Colours in Action per supportare una sua allieva, che per privacy chiameremo Chiara, con ipovisione e deficit di attenzione. Un caso studio pratico, replicabile, che mostra come il metodo si adatti alle esigenze reali della classe.

Il contesto

La piccola Chiara è sempre stata una bambina iperattiva, di conseguenza spesso riscontra problemi di apprendimento, specie quando si tratta di seguire lezioni frontali, che trova estremamente noiose.

Purtroppo sappiamo che spesso le lezioni teoriche sono fonte di stress anche negli allievi senza deficit di attenzione, ma nel caso di Chiara la situazione era intollerabile.

Al deficit di attenzione si aggiunge il fatto che Chiara è ipovedente e quindi fatica a leggere i testi scritti, e come potrai immaginare deficit di attenzione + ipovisione sono un connubio critico per l’apprendimento scolastico di un bambino.

In che modo noi insegnanti possiamo far fissare ai nostri allievi i concetti e renderli fruibili, se lo stesso atto di leggere e restare concentrati nella lezione sono pressoché impossibili?

ipovedenza e deficit cognitivo possono essere sfidanti, abbiamo una soluzione.

Michela ci racconta che l’unico modo per insegnare alla sua allieva è facendole mettere le mani in pasta in maniera concreta, tramite giochi ed esercizi pratici. La carenza di una valida parte pratica è un problema dell’insegnamento convenzionale, che richiede sforzi cognitivi e di attenzione che la sua alunna non è in grado di elargire. Per fortuna Michela ha trovato un metodo efficace per la sua situazione!

La personalizzazione del Metodo ed i tempi verbali

La forza del metodo che Michela sta sfruttando è dovuta alla possibilità di adattarlo alle proprie esigenze: ad esempio, nonostante vi siano dei colori specifici per ogni elemento grammaticale, Michela “semplifica” il metodo rendendolo più fruibile a Chiara. Ma come?

Michela introduce i nuovi argomenti grammaticali usando le flashcard grandi dell'appendice del libro, strumenti che permettono a Chiara di spostare fisicamente le parole per costruire le forme affermativa, negativa e interrogativa.

come Michela ha personalizzato il Metodo per Chiara

Per il lessico, ogni termine è abbinato a una foto dell'oggetto corrispondente: un sistema che aggira la difficoltà di lettura e ancora il significato a un'immagine concreta. Gli esercizi successivi al Present Continuous usano le mini-flashcard, che l'allieva incolla direttamente nel quaderno.

Una personalizzazione rilevante: Michela raggruppa sotto lo stesso colore interi sintagmi come "play football" o "play the piano" invece di colorare le singole parole. Il metodo lo permette, e questa flessibilità è parte della sua forza: favorire e valorizzare l'unicità di ogni apprendente.

le mini flashcards incollate da Chiara sul quaderno per il Present Continuous

Il Past Simple dei verbi irregolari

Grazie al Metodo Nicosia Michela riesce a trovare soluzioni creative per problemi complicati: adesso Chiara si sta cimentando con successo nell’apprendimento del Past Simple dei verbi irregolari; l’esercizio è abbinare forma base, Past Simple e traduzione italiana che trova scritti su foglietti di colori diversi:

  • bianco per l’Italiano,
  • rosso per la forma base Inglese,
  • fucsia per Past Simple.

le mini flashcards con i colori personalizzati da Michela per Chiara

Questo sistema ha aiutato molto Chiara nella comprensione: durante l'esercizio qui a fianco in cui non ricordava come costruire la frase, la nostra collega Michela le ha suggerito di cerchiare le parole con i colori a cui era abituata. Chiara ha trovato la soluzione da sola superando l'empasse!

Aumentare l'attenzione e ridurre la fatica cognitiva

Le flashcard hanno risolto un problema che i libri in formato A3 in possesso di Chiara non riuscivano a risolvere: i caratteri erano troppo piccoli da leggere. Michela lo spiega direttamente:

Lavorare con le flashcards è invece un gioco coinvolgente, trasformo gli esercizi del libro in esercizi con flashcards, mini-flashcards e in Memory e lavora anche due ore di fila... Il fatto che sia ipovedente e con deficit cognitivo alla fine è il meno, il difficile è convincerla a lavorare perché tende a fare solo quello che le piace… Con il Metodo però non ho questo problema!

e ancora...

Questo metodo è davvero efficace perché oltre a prestarsi a la modalità concreta e giocosa che la mia alunna predilige, le permette anche di ricostruire la struttura delle frasi facendo ricorso ai colori. In un'esercitazione con esercizi di difficoltà graduata è arrivata a svolgere l'ultimo esercizio di getto e senza sbagliare nulla: partendo dall'indicazione di tempo, in base a questa decideva quale presente utilizzare e poi come costruire la frase (affermativa, negativa o interrogativa).

Apprezziamo tantissimo e ci rende estremamente orgogliosi di essere stati d’aiuto per il particolare caso della nostra collega Michela, e speriamo che molte altre insegnanti ne approfittino per superare deficit sensoriali e cognitivi dei propri allievi o allieve con il Metodo Nicosia.

Il caso di Chiara non è un'eccezione: è la dimostrazione che il metodo funziona anche nelle situazioni più complesse, proprio perché non impone un percorso rigido. È lo strumento che si adatta al docente, non il contrario.

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